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La potatura invernale è la pratica viticola necessaria per dare forma al nostro vigneto e per gestire la produzione.
Il clima ideale è freddo e assolato in modo da evitare attacchi di funghi patogeni, ma la temperatura non deve scendere al di sotto di -10 gradi centigradi per evitare danni alla pianta.

vitigni marianna

Potando la vite riusciamo a gestire il carico di gemme da lasciare sul tralcio, chiamato “capo a frutto” influenzando la nostra produzione.
Il mese di febbraio in linea di massima è il periodo ideale per effettuare la potatura della vite, ma è buona norma scegliere il clima migliore anche in base al vitigno e alla forma di allevamento adoperata.

In Campania dove il clima generalmente non è troppo rigido, l’aglianico, vitigno tardivo nella maturazione, viene potato tra gennaio e febbraio a seconda della zona di coltivazione.
Per alcuni vitigni con legno più delicato è opportuno scegliere la data di potatura durante giornate con clima leggermente più umido per evitare che il capo a frutto si possa spezzare durante la piegatura.
Il taglio va ad eliminare i tralci che hanno fruttificato la scorsa vendemmia e ripristina il nuovo capo a frutto e il numero di gemme che daranno vita a nuovi germogli alla ripresa vegetativa.
Potando non dobbiamo infliggere grosse ferite a quello che è un essere vivente, dobbiamo dare la possibilità alla pianta di costruire legno vivo in modo da avere le riserve necessarie per concentrare nelle bacche tutte le sostanze di cui abbiamo bisogno per produrre un grande vino.